Se la caffettiera si rompe…il caffè turco!
Io sono una “drogata”
di caffè; no, non ne prendo molti, ma ormai sono dipendente dal caffè del
mattino (e di quello nel pomeriggio) e da buona italiana una delle prime cose messe
in valigia è stata la mia piccola moca tre tazze (che poi sono sempre state due
e mezzo; tre non sono mai uscite). Ho offerto il caffè italiano alle vicine,
parlando della differenza tra il nostro e quello turco. Finchè un brutto
giorno, mentre cerco di aprire la caffettiera chiusa dal mio compagno… il
fattaccio: si stacca di netto il coperchio, creando un buco lassù in alto. Forse
con poca acqua e facendo molta attenzione il caffè lo faccio lo stesso (quindi
scendiamo a quota due tazzine scarse ad occhio) ma… resta il fatto che la
caffettiera è ancora chiusa e sigillata! Andiamo al bar? Sì è un idea; però
magari sta sera con il fresco, ora fa caldo, meglio rilassarsi a casa. Ma il
caffè? Dall’altra parte della strada c’è il negozio del paese: perfetto! Vado a
comprare un pacchetto di caffè turco ed il gioco è fatto!
Occorrente: un
piccolo pentolino, caffè turco, zucchero, un cucchiaino, una tazzina. Metto nel
pentolino un cucchiaino di caffè ed un cucchiaino di zucchero (o più a
piacere), una tazzina di acqua e mescolo molto bene. Metto il pentolino sul gas
e aspetto il primo bollore, verso tutto nella tazzina. Fatto! (se fossero due
raddoppio la dose, o triplico per tre e via discorrendo).
Il caffè turco è un
rito, si beve lentamente a piccoli sorsi. Deve avere il tempo di depositarsi al
fondo; un momento di tranquillità da gustare insieme alle amiche per concedersi
una pausa e una bella chiaccherata.
Ps. Il fondo si
butta via, a meno che troviate qualcuna che si diletti a leggere il destino sui
fondi di caffè :)

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