sabato 4 luglio 2015

Se la caffettiera si rompe…il caffè turco!

Se la caffettiera si rompe…il caffè turco!

Io sono una “drogata” di caffè; no, non ne prendo molti, ma ormai sono dipendente dal caffè del mattino (e di quello nel pomeriggio) e da buona italiana una delle prime cose messe in valigia è stata la mia piccola moca tre tazze (che poi sono sempre state due e mezzo; tre non sono mai uscite). Ho offerto il caffè italiano alle vicine, parlando della differenza tra il nostro e quello turco. Finchè un brutto giorno, mentre cerco di aprire la caffettiera chiusa dal mio compagno… il fattaccio: si stacca di netto il coperchio, creando un buco lassù in alto. Forse con poca acqua e facendo molta attenzione il caffè lo faccio lo stesso (quindi scendiamo a quota due tazzine scarse ad occhio) ma… resta il fatto che la caffettiera è ancora chiusa e sigillata! Andiamo al bar? Sì è un idea; però magari sta sera con il fresco, ora fa caldo, meglio rilassarsi a casa. Ma il caffè? Dall’altra parte della strada c’è il negozio del paese: perfetto! Vado a comprare un pacchetto di caffè turco ed il gioco è fatto!
Occorrente: un piccolo pentolino, caffè turco, zucchero, un cucchiaino, una tazzina. Metto nel pentolino un cucchiaino di caffè ed un cucchiaino di zucchero (o più a piacere), una tazzina di acqua e mescolo molto bene. Metto il pentolino sul gas e aspetto il primo bollore, verso tutto nella tazzina. Fatto! (se fossero due raddoppio la dose, o triplico per tre e via discorrendo).
Il caffè turco è un rito, si beve lentamente a piccoli sorsi. Deve avere il tempo di depositarsi al fondo; un momento di tranquillità da gustare insieme alle amiche per concedersi una pausa e una bella chiaccherata.


Ps. Il fondo si butta via, a meno che troviate qualcuna che si diletti a leggere il destino sui fondi di caffè  :) 


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