giovedì 2 luglio 2015

Nella nuova casa

Arriviamo a Kodovjat

Siamo arrivati in un pomeriggio caldo assolato. A salutarci il paesaggio dell’ Albania. Non so precisamente ciò che può colpire per primo gli occhi di un viaggiatore comune, se le numerose case ancora non terminate, gli asinelli che trainano carri sulla strada, i bimbi che giocano nei cortili, le galline lasciate libere, gli operai che mangiano nei prati ai bordi delle strade, il verde che da fuori Tirana domina la vista, l’immondizia fuori dai cassonetti, le distese di campi perfettamente coltivati e curati. Io ho mangiato con gli occhi ogni singola immagine, cercando di spiare nelle case dai meravigliosi tappeti stesi fuori. Siamo arrivati dopo 2 ore di viaggio su strade dissestate e trafficate per lo più dai carretti e dalle greggi, a quella che sarebbe stata la nostra casa per cinque mesi. Kodovjat.
Kodovjat è un paese rurale nel cuore dell’Albania, a pochi minuti dalla cittadina di Gramsh. La strada principale è affiancata da molte case antiche e nuove, che si inoltrano in parte anche all’interno. A sinistra ci sono colline con campi e pinete, a destra il fiume Devoll, un maestoso corso d acqua dal letto molto ampio, anche se la portata solita è ridotta. Qui la vita è scandita dai ritmi della campagna; ogni abitante ha campi, orti e animali. Le capre sono gli animali più diffusi, insieme alle galline e chiocce che girano libere con i loro pulcini. Gli asini sono i mezzi di lavoro principali, assieme ai trattori e motozappa con rimorchi creati artigianalmente. Le auto sono poche. Ci sono alcuni negozi forniti di ogni genere alimentare e primario per la casa e la persona, un ambulatorio medico aperto la mattina, il municipio,  molti bar (per lo più nati dopo l’insediamento del grande cantiere, che durerà fino al 2020 e vedrà la nascita di una grande diga ed una strada statale molto importante per i collegamenti della zona) la sala biliardo, una grande scuola,  un barbiere aperto la sera, ogni martedì mattina un piccolo furgone con vestiti e scarpe, ogni giorno varie auto con frutta e verdura fresca di stagione. I collegamenti con le vicine città sono numerosi, vari autobus passano tutto il giorno. La maggioranza della popolazione è mussulmana, le case sono arredate da grandi tappeti e prima di entrare ci si toglie le scarpe.
Ma tutto ciò naturalmente, l’ho vissuto giorno dopo giorno durante la permanenza. Il primo sguardo a Kodovjat è stato di un piccolo paese pacificamente steso al sole. E mentre disfavo le valigie, la vicina (che per mia grande fortuna parlava italiano) si è affacciata a darmi il benvenuto con le lenzuola ed un sorriso.

Ora mi sento di poterla chiamare amica.  


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